Cavillier e gli Shardana; ma Monte Prama ched’è?!?

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Nella conferenza di Cavillier e Stiglitz sui Shardana e la loro relazione con la Sardegna , La domanda è sollevata proprio alla fine di tutto,  nel brusio e trambusto del libera uscita, quando più o meno tutti, non pensano ad altro, che al tepore della propria casa ed alle bontà della tavola; è dunque in un momento stanco e confuso che si ode, per dirla alla Abatantuono, quella vocina stridula stridula, che contesta ad Attila, di essere lui, Lo Re: ma Monte Prama, potrebbe avere qualcosa a che fare con gli Shardana? In quel momento (1:41 del filmato), Cavillier che per un ora ha parlato del fatto che in Sardegna siamo ricchi di Bronzetti, ma in Corsica  hanno addirittura le statue “con caratteristiche simili agli Shardana, quali l’elmo cornuto, la barba, un certo tipo di corazza, le spade”, declina l’invito e gira la proposta di un approfondimento a Stiglitz; lo studioso sardo nicchia, pure lui visibilmente stanco, e dopo la giusta premessa sulla complessità e corposità dell’argomento, inizia: “sono Nuragiche, hanno alcune caratteristiche, hanno l’elmo cornuto, che però non è un marchio di fabbrica, ma, non hanno orecchini, non hanno la barba, sono arcieri (!) mentre nelle cose egiziane sono spadaccini, quelle nuragiche hanno lo scudo ma  in alto, che mi rimanda a cose più orientali, ma non agli Shardana, e poi hanno il gonnellino…” e qui Stiglitz, purtroppo, non termina la frase, perché Cavillier, reinterviene. Ad ogni modo così viene spento l’interessante interrogativo, mentre la conferenza si stempera allegramente verso la  conclusione.  Quel che è interessante nella risposta è l’atteggiamento dei due. Se poco prima Cavillier, ha enfatizzato le somiglianze tra la panoplia delle statue menhir corse, Stiglitz, minimizza quelle tra i Giganti di Prama e gli Shardana, a partire dal fatto che sarebbero solo arcieri; credo Stigitz sappia piuttosto bene come gli arcieri Nuragici, rechino nella schiena un fodero con tanto di spada, lo si vede in vari Bronzetti come pure nelle statue. Ma credo che lo studioso sardo, sappia ancor meglio che tra I Giganti di Pietra, non vi siano solo “arcieri” e “pugili”, ma pure diversi esemplari di spadaccini: li si riconosce perché oltre al corsetto hanno lo scudo tondo: dunque non c’è solo lo scudo portato sopra la testa e rettangolare. Poi la frase interrotta, “hanno il gonnellino…”; che voleva dire se fosse riuscito a terminare la frase? Bhe, visto che in un suo scritto vi si è già soffermato, stava senz’altro per arrivare a dire, che il costume Nuragico, prevede quel gonnellino a “frac”, a forma cioè di V, ed aperto sul davanti, del quale sono dotati solo, gli Shardana ed i Nuragici.

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Arciere e spadaccino da Santa Vittoria, Nuoro; si noti la spada ad elsa lunata, dietro la schiena (foto tratta da Lilliu)

A Monte Prama , non lo hanno gli spadaccini, ma tr i bronzetti, ne sono provvisti diversi “arcieri”, che però, recano la spada nel fodero della schiena. Questo per prevenire, un altra di quelle sottilissime distinzioni, che sembrano riguardare solo le statue sarde, e non quelle corse. Insomma la risposta di Stiglitz e la non risposta di Cavillier al quale incolpevolmente Monte Prama non sembra tanto familiare, esemplifica il topos della conferenza: la minimizzazione nei confronti tra gli Shardana ed i Nuragici. Lo si vede anche nella risposta fornita ad un altra vocina stridula che chiede conto delle navicelle Nuragiche e se queste in qualche modo significhino una importante attività marinara. Cavillier, sembra più propenso a ritenere che le centinaia di navicelle in bronzo e terracotta, siano dei doni, di non si sa bene chi. Stiglitz,ancora una volta sottolinea le differenze con le imbarcazioni Shardana, malgrado, a Su Mulinu, vi sono degli esemplari che per la forma della prua definita Ornitomorfa.

Una terza domanda domanda viene sollevata da Cavillier stesso il quale accenna al fatto che molto probabilmente, gli Shardana sono monoteisti, giacché dai registri egizi emerge come il Faraone, donasse ai suoi mercenari D’oltre mare, intestandole al “dio degli Shardana”, dunque l’egittologo,   domanda all’esperto di archeologia sarda, se i Nuragici abbiano un dio, un loro culto, e qui, Stiglitz è molto netto “No, non c’è niente”. Ed io, personalmente trasecolo. Non tanto per la negazione: quella era scontata nell’ottica di escludere qualsivoglia analogia tra quei Monoteisti degli Shardana, e quei Nuragici per  quali solo un certo Pettazzoni, parlò di religione primitiva incentrata sul culto monoteistico di Sardus (guarda un po’ questi, impertinenti, autori superati, del 900!): no! Quel che  stupisce è la nettezza non utilizzata altrove.  Ma non c’è davvero nulla? Ebbene, anche qui, si rischia di ritornare al quesito sorta dal pubblico: c’entra qualcosa Monte Prama, con gli Shardana? Il basamento del tempio del Sardus Pater, cela una necropoli composta alle medesime tombe caratterizzanti Prama; in una delle uniche cinque portate portate alla luce, affirò una piccola statua in bronzo: il noto eroe dotato di lancia che tanto fece pensare a Zucca, di essere di fronte alla più antica immagine dell’atavico Sardus. Questa statuina era tenuta amorevolmente nella mano del defunto, un po come quando oggi cingiamo le mani dei nostri cari con i grani dei nostri rosari. Quella mano, insomma, era un altare, e quella statuina, è dunque molto probabilmente oggetto di devozione, di culto; di simili ne abbiamo altre due, entrambi da luoghi di culto Nuragici. I “templi delle acque” di Serra Niedda Sorso, e di Nordule. Anche presso Antas, v’era un luogo di culto legato  in qualche modo alle acque; lo si trova non lungi dal Tempio vero e proprio, nella Grotta de su Mannau,

SU manau

Su Mannau

http://www.sumannau.it/

 

dove l’attività devozionale è espressa da plurime deposizioni di lucerne e altro vasellame nuragico.  Faccio presente questo perché per alcuni autori, presso Antas, non vi sarebbe un luogo di culto nuragico. Eppure c’è, ed il collegamento tra la statuina con lancia di Antas ed il vicino culto delle acque ipogee de Su Mannau, è rafforzato dalle analoghe statuine di eroi presso i pozzi sacri di Serra Niedda Sorso, ed il Nuraghe Nordule, che pure secondo la vulgata, sarebbe stato rifunzionalizzato, come tempio delle acque. Dunque non c’è davvero proprio nulla in merito ad un culto Nuragico se non monoteista, almeno incentrato su di una divinità principale, come potrebbe  essere stata Sardus, per i Nuragici?  Passi la pratica della minimizzazione di ogni somiglianza tra i guerrieri di Prama e gli Shardana, o tra le navicelle dei Nuragici e quelle dei Popoli del Mare; caspita, passi che un egittologo, non dica dica due parole, neppure un bendetto, “porcapuzza che figata Monte Prama con questo  scarabeo trovato in un sito colmo di statue! magari ci sarà utile per la questione Sherden”,  passi per qualsiasi altro dettaglio che si voglia enfatizzare, per allontanare il fantasma della identificazione tra Nuragici e Shardana. Ma almeno, si sia possibilisti, sull’esistenza di un dio Nuragico, che se non fosse per quel Nome (Sardus), credo sarebbe stato già riconosciuto, come di fatto fu  riconosciuto da Pettazzoni.

Antas_Serra_Niedda

A sinistra il bronzetto di Antas, a destra il bronzetto dal tempio di Serra Niedda.

Al tempo delle tombe a pozzo e della inumazione assisa, quindi   prima, dopo, e durante la creazione di statue – tanto diverse dagli Shardana – che monumentalizzarono tali tombe, forse un dio c’era, ed era armato di lancia: senz’altro un tipo di lancia diversa da quella dei Shardani; questo dio forse si chiamava Sardus, e bisogna solo trovare per esso, un qualcosa che lo renda dissimile dal dio venerato dagli Shardana; come emerge da tutta la conferenza, un dettaglio che differenzi, che allontani l’ipotesi radiottiva dei Shardana-Nuragici, lo si trova sempre. Tolta questa mia personale preoccupazione, la conferenza oltre ad essere interessante per tutta la descrizione della mentalità egizia, è interessante sul perché Monte Prama, non sia finora entrato nella Vexata quaestio dei Popoli del Mare. Nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale, non v’è traccia alcuna di Popoli del mare e della possibile o impossibile, relazione, con le statue di Monte Prama, manco un accenno, che pure viene speso, per le statue dei cari cugini Corsi. Questo perché è la minimizzazione dei dettagli di analogia e la massimizzazione delle differenze.  E così fu che la domanda, “ched’è Monte Prama per  i Shardana” affiorò nel pubblico, sfiorò come un bacio le labbra dell’egittologo, per spirare nelle parole dell’archeologo, sardo.

bronzetto Nurdole

Bronzetto Itifallico ed armato di lancia da Nurdole

 

 

gueriero di monte prama

Uno dei guerrieri di Monte Prama

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